• U . O .: Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza - U.O.N.P.I.A


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    • Abstract: U . O .: Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza - U.O.N.P.I.ADirettore: Dott.ssa Maria Antonella CostantinoCENTRO SOVRAZONALE DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA(CSCAA)http://sovrazonalecaa.org

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U . O .: Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza - U.O.N.P.I.A
Direttore: Dott.ssa Maria Antonella Costantino
CENTRO SOVRAZONALE DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA
(CSCAA)
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e.mail: [email protected]
PROCEDURE DI ACCESSO
AL CENTRO SOVRAZONALE
DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA (CSCAA)
Queste procedure sono nate per cercare di dare risposta alle molte richieste di intervento in
Comunicazione Aumentativa e Alternativa che arrivano al Centro, a fronte purtroppo di risorse
limitate.
Abbiamo così cercato di definire una serie di passaggi necessari per arrivare ad interventi più
efficaci, in modo da poter dare servizi al maggior numero possibile di bambini e famiglie.
L’esperienza di più di dieci anni ci ha fatto vedere che se l’ambiente non è sensibilizzato, vi è un
elevato rischio di fallimento degli interventi di CAA e che questo diventa doppiamente negativo
perché non solo delude le aspettative, ma brucia le effettive possibilità con l’idea di avere
“provato” ma che “non c’è stato niente da fare”.
L’intervento di Comunicazione Aumentativa richiede un raccordo molto stretto con i contesti di
vita (scuola, famiglia, oratorio…) e con l’équipe NPI/riabilitativa di riferimento poiché non si rivolge
soltanto al bambino ma anche a tutte le persone che interagiscono con lui, senza le quali non è
possibile soddisfare nel tempo i bisogni comunicativi in continuo cambiamento.
Non si tratta infatti di applicare una tecnica riabilitativa, ma di costruire un sistema flessibile su
misura per ogni bambino, da mettere in campo in tutti i momenti e luoghi della vita poiché la
comunicazione è per ognuno di noi necessaria ed indispensabile in ogni momento, e non solo
nella stanza di terapia.
QUALI SONO I PASSAGGI CHE VI CHIEDIAMO?
1. condividere informazioni di base
Se avete ricevuto queste procedure, significa che avete pensato che la comunicazione
aumentativa potrebbe essere utile per un bambino/ragazzo, indipendentemente dal fatto che voi
siate un genitore, un operatore sanitario, un insegnante o un educatore, e che vi siete messi in
contatto con noi a questo scopo.
Può essere che voi ne sappiate già molto, o che abbiate già avuto altre esperienze prima, o
invece che abbiate solo una idea vaga di cosa sia la Comunicazione Aumentativa. Può essere
che abbiate già condiviso questo pensiero con altri che insieme a voi si occupano del
bambino/ragazzo, oppure no.
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Nel momento in cui ci contattate, noi vi mandiamo materiali informativi di base, che parlano di
quale è il nostro modo di lavorare in comunicazione aumentativa, e vi chiediamo di leggerli e
condividerli con gli altri che si occupano del bambino.
Avere più informazioni possibile prima di cominciare serve a prendere le misure, a scegliere in
modo consapevole e a poter poi meglio confrontarsi con gli altri.
2. concordare cosa si va a fare e con chi
Dopo aver condiviso le informazioni di base, vi chiediamo di incontrarvi tra di voi, tutti insieme
(famiglia, operatori sanitari, insegnanti ed educatori), per provare a confrontarvi su alcuni punti
importanti che riguardano sia cosa pensate di andare a fare (perché avete pensato alla C.A.A,
per quali bisogni e verso quali obiettivi, quali preoccupazioni e dubbi ci sono, quali altre priorità
sono presenti nella famiglia e per il bambino e nei diversi contesti ecc) sia la necessità di capire
quale è la effettiva disponibilità concreta di ciascuno al coinvolgimento nell’intervento che va ad
iniziare.
Per poter mettere in campo un intervento di comunicazione aumentativa, nella nostra esperienza
è essenziale non solo che la famiglia sia coinvolta attivamente nel progetto, ma anche che venga
identificato un referente tecnico nel servizio di NPIA o riabilitativo del territorio di residenza che sarà
poi responsabile di garantire l’effettuazione dell’intervento e sarà il tramite con il Centro
Sovrazonale di CAA, e un insegnante/educatore di riferimento per la parte di progetto scolastica
e/o extrascolastica. Operatori e insegnanti devono essere già formati in CAA o disponibili a
formarsi insieme alla famiglia.
Il Centro Sovrazonale è disponibile a garantire la formazione gratuita, la valutazione e la
consulenza ma non è in grado di effettuare l’intervento diretto per utenti esterni al proprio territorio
di riferimento.
La valutazione (che preferiamo chiamare assessment) presso il Centro Sovrazonale di CAA è
possibile solo quando c’è stato questo confronto tra gli attori principali (famiglia, operatori sanitari
e operatori scolastici) ed è stato definito un chiaro tramite con il servizio del territorio.
3. partecipare ad attività di informazione/formazione
Un altro passaggio importante è rappresentato dalla partecipazione agli incontri di formazione
che sono organizzati dal Centro Sovrazonale. Se infatti la comunicazione è per ognuno di noi
necessaria in ogni momento e contesto, e non può limitarsi alle sedute riabilitative, allora è
fondamentale che tutti coloro che interagiscono con il ragazzo sappiano come offrirgli continue
occasioni di comunicazione, cominciando da subito a costruire il terreno ambientale che
permetterà nel tempo di avere un buon sistema di comunicazione.
Gli incontri possono essere di diverso tipo, informativi, formativi o di approfondimento.Gli incontri
informativi sono aperti a chiunque sia interessato, hanno la funzione di introdurre l’argomento per
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operatori, famiglie, educatori ed insegnanti che hanno deciso di attivare un intervento di CAA per
un ragazzo o ne stanno valutando la possibilità, ma anche di sensibilizzare la comunità locale,
attivando così risorse informali che nel tempo divengono importanti facilitatori della riuscita degli
interventi.
Gli interventi formativi, più complessi e approfonditi dei precedenti, sono diretti a chi ha in prima
persona a che fare con i ragazzi (genitori, familiari, operatori, insegnanti ecc). Per ogni argomento
è prevista una parte teorica comune, seguita dalla divisione in sottogruppi di lavoro, e da un
momento di sintesi collettiva. C’è molto lavoro di piccolo gruppo, ed hanno la funzione da un lato
di fornire le informazioni necessarie per la effettiva messa in campo degli interventi, e dall’altro di
garantire la possibilità di confrontarsi e vedere insieme i problemi, le strategie, le soluzioni che sono
d’aiuto alla comunicazione dei bambini, con particolare attenzione agli aspetti concreti, ai
materiali, agli strumenti, ai dubbi. Prevedono la partecipazione contemporanea di operatori,
genitori, insegnanti ed educatori.
I laboratori forniscono ulteriori strumenti pratici su specifici aspetti della CAA e consentono
maggiore confronto e collaborazione tra i partecipanti, che devono avere prima partecipato
agli incontri teorici relativi all’argomento del laboratorio.
Il laboratorio è aperto a genitori, insegnanti e operatori sanitari. Offre un contesto di lavoro
collaborativo e molto pratico fra le diverse figure coinvolte: tutti sono in grado di portare
contributi a partire dalle indicazioni dei formatori. Il confronto avviene all’interno di piccoli gruppi
e viene in seguito condiviso fra di essi.
Ogni gruppo è organizzato intorno a un bambino reale (anche se non fisicamente presente) e
prevede fino a 8 componenti:
almeno un genitore , almeno un insegnante , almeno un operatore socio sanitario
che conoscono il bambino.
Gli altri componenti del gruppo, fino a 5, possono far parte del contesto di vita del bambino
oppure no.
Ogni gruppo lavorerà per costruire un libro personalizzato e un libro modificato.
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La presenza agli incontri formativi è aperta a tutti coloro che sono interessati anche se non seguiti
direttamente da noi o in assenza di interventi attivi in atto, mentre è considerata essenziale la
presenza ad alcuni degli incontri per i genitori, gli operatori (se non già formati) e gli insegnanti dei
bambini per i quali è in corso o viene richiesto un intervento attivo di CAA, secondo uno specifico
calendario discusso e concordato con gli operatori referenti del caso.
In particolare prima dell’assessment è richiesta la partecipazione alla giornata introduttiva alla
CAA, al Laboratorio “Libri su Misura”, alla Formazione A Distanza (FAD), al Laboratorio Libri
Avanzato. La FAD è un proseguimento a distanza del lavoro dei gruppi del Laboratorio Libri con il
supporto degli operatori del CSCAA, della durata di circa 3-4 mesi, nell’ambito della quale è
chiesto di preparare, discutere ed utilizzare circa una decina di libri in simboli per ciascun bambino.
Il Laboratorio avanzato si colloca al termine della FAD, per approfondire ulteriormente il lavoro
fatto.
È possibile richiedere l’inserimento nella mailing-list del CSCAA ([email protected]), per ricevere
puntualmente informazioni sugli eventi formativi proposti.
4. Compilare una scheda preliminare informativa
Se arrivati a questo punto vi sembra che una valutazione da parte del CSCA possa proprio essere
utile, è opportuno che i genitori, se non lo hanno ancora fatto, formalizzino la richiesta.
Possono telefonare al Centro di CAA (te. 0288891612), il martedi, giovedi o venerdi dalle 14 alle 16.
Verrà compilata al telefono una scheda informativa che ha la funzione di fornire un primo pool di
informazioni per il Centro e in base alle quali organizzare la Valutazione-assessment e i passaggi
successivi.
5. Contatto da parte del Centro Sovrazonale di CAA
Una volta ricevuta la scheda informativa, è il Centro Sovrazonale di CAA a rimettersi in contatto
per concordare i passaggi successivi, telefonicamente o via mail.
Attraverso tale contatto verrà definito se sono necessarie ulteriori informazioni o passaggi (ad
esempio l’esecuzione di un video, nel qual caso verranno inviate le informazioni necessarie), definiti
tempi e modi dell’assessment e richiesto l’invio via fax dell’autorizzazione alla videoregistrazione
dell’assessment stesso.
Soprattutto verranno già definiti insieme:
L’operatore referente dell’intervento per il servizio specialistico di riferimento
L’operatore referente dell’intervento per la scuola
L’operatore referente dell’intervento per il Centro Sovrazonale di CAA
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6. Assessment (valutazione)
Il momento dell’assessment rappresenta un passaggio molto importante per la strutturazione
dell’intervento successivo, e proprio per questo motivo si cerca di effettuarlo con la presenza di un
consistente numero di figure significative per la vita del bambino, tra le quali vi sono coloro che
meglio lo conoscono e meglio possono mostrare i suoi punti di forza, oltre che coloro che
dovranno costruire con lui l’intervento giorno per giorno.
La valutazione viene sempre videoregistrata e avviene con alcune persone presenti nella stanza
con il bambino (i genitori, almeno un operatore del Centro Sovrazonale di CAA, un insegnante, il
referente del servizio specialistico di riferimento..) ed altre dietro lo specchio unidirezionale.
Ogni famiglia deve valutare (e preferibilmente negoziare con gli altri attori) quali siano le persone
che ritiene essenziale portare all’assessment, oltre a quelle “richieste” dal Centro Sovrazonale.
Figure richieste dal Centro Sovrazonale:
Bambino
Genitori
Operatore referente del centro specialistico di riferimento
Almeno 1 tra insegnante/insegnante di sostegno/assistente educatore
Figure consigliate, da valutare situazione per situazione
Insegnante e insegnante di sostegno e assistente educatore
Nonni, tate, fratelli o figure significative della famiglia allargata
Neuropsichiatra infantile di riferimento
Qualunque altra figura che la famiglia ritenga significativa per la conoscenza
approfondita del bambino che ha o per il ruolo esercitato nei suoi confronti
Le persone da portare andranno anche valutate in base a distanze e costi, e allo spazio disponibile
(non più di 10-12 in tutto)
7. condivisione di quanto emerso nell’assessment
Quanto emerso nel corso dell’assessment viene condiviso e discusso con i presenti, si ipotizza un
progetto di intervento e le responsabilità di ognuno al suo interno. Vengono date le prime
indicazioni e i materiali informativi necessari, e viene concordato in contemporanea il progetto
formativo necessario.
Viene definito come proseguirà la collaborazione con il Centro Sovrazonale di CAA.
Il progetto d’intervento viene successivamente steso per iscritto in dettaglio e inviato
preferibilmente via mail. Assessment e progetto verranno poi rivisti e aggiornati nel tempo a
secondo delle necessità che emergono.


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